domenica 22 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
Milvina Dean
Milvina Dean, aveva solo due mesi quando il 14 Aprile del 1912 sopravvisse insieme alla madre e al fratello all'affondamento del Titanic mentre il padre perì nella tragedia , Milvina fu la più giovane superstite della nave.
mercoledì 11 aprile 2012
Il mito di Narciso
Narciso è una divinità fluviale della mitologia greca, figlio di Cefiso e
della ninfa Liriope.
Secondo il mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi Narciso era un giovane bellissimo , di cui donne e uomini, si innamoravano alla follia, anche se lui preferiva passare le sue giornate cacciando, senza curarsi delle sue spasimanti; tra queste c'era la ninfa Eco, condannata da Giunone a ripetere le ultime sillabe delle parole che le venivano rivolte, poiché le sue chiacchiere distraevano la dea, impedendole di scoprire gli amori furtivi di Giove.
Rifiutata da Narciso la ninfa, consumata dall'amore, si nascose nei boschi fino
a scomparire e a restare solo un'eco lontana.
Eco con tutte le
giovani ed i giovani disprezzati da Narciso, invocò l'intervento degli dei, i quali attraverso l'agire di Nemesi, dea della giusta vendetta, condannarono Narciso ad innamorarsi della sua immagine riflessa nell'acqua.
Narciso disperato perché non avrebbe potuto soddisfare la passione che
nutriva verso sé stesso, si struggeva in inutili lamenti, ripetuti da Eco e
resosi conto
dell'impossibilità di gestire la situazione si lasciò morire. Quando le Naiadi e le
Driadi cercarono il suo corpo per poterlo collocare sul rogo funebre, trovarono
vicino allo specchio d'acqua il fiore a cui diedero il nome del giovane dio.
domenica 8 aprile 2012
Buona Pasqua
Pasqua
E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico:
«Aprite!Cristo è risorto e germinan
le vite nuove e ritorna con l’april l’amore
a le finestre batto e dico:
«Aprite!Cristo è risorto e germinan
le vite nuove e ritorna con l’april l’amore
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch'oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
sogni ch'oggi fioriscon sulla terra,
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa
intera
di questo dì l’eterna giovinezza ».
lo passo e canto che la vita è
bellezza.
Passa e canta con me la primavera.
Ada Negri
mercoledì 4 aprile 2012
I have a dream
Immagine di una lezione all'Università dell'Oklaoma. Gli studenti bianchi siedono normalmente nei propri banchi, mentre G.W. McLaurin, studente afroamericano, siede fuori dall'aula.
( Io ho un sogno)I have a dream
Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo, il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente"
Martin Luther King
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giovedì 29 marzo 2012
L'agata
Formazione- L'agata si presenta in grandi masse formate da un'infinità di cristalli microscopici di quarzo. E' una delle varietà di quarzo che presenta la maggiore scelta di colori, che variano in funzione della presenza di ioni e materiali estranei. L'origine della sua formazione è generalmente vulcanica, anche se può essere determinata pure dalla trasformazione degli scheletri silicei di alcuni organismi.
Giacimenti-E' raro trovare luoghi nel mondo in cui non sia presente l'agata, dal momento che si tratta di una varietà di quarzo molto comune e diffusa. Il Brasile è il paese che vanta la più grande quantità di giacimenti, da cui si estraggono pezzi di grande bellezza, con frange concentriche colorate e di una nitidezza sorprendente.
Utilizzo-L'agata ha un impiego industriale nella fabbricazione del vetro. E' resistente a tutti gli acidi, con eccezione dell'acido fluoridrico.Il suo uso più comune è come elemento decorativo e da collezione. Si tratta infatti di un minerale molto richiesto per la sua varietà di forme e colori, che permettono la creazione di numerosi oggetti decorativi come portaceneri, fermacarte, sottovasi, fermalibri, sfere, piramidi e obelischi.
lunedì 26 marzo 2012
Vite spezzate
Un soldato italiano è morto e altri cinque sono rimasti feriti, a seguito di un attacco con colpi di mortaio, avvenuto contro la base "Ice" in Gulistan, nel settore Sud- Est dell’area di responsabilità italiana, in cui opera il primo reggimento bersaglieri. Con il sergente Michele Silvestri l’elenco delle vittime sale a cinquanta, mentre i Servizi segreti avvertono che, di questo passo, il processo di transizione rischia di fallire.
Il tenente Michele Silvestri
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"Mi gira la testa, aiutatemi che cado". Sono state le ultime parole di Vigor Bovolenta, prima di accasciarsi a terra, esser soccorso prima dai compagni di squadra e poi dai medici di bordo campo e infine morire, in poco tempo. Il dramma ieri sera, mentre l'ex azzurro stava giocando nel terzo set con la sua squadra, la Volley Forlì. Aveva appena gettata la palla dall'altra parte del campo quando ha chiesto aiuto. Si è toccato il fianco sinistro, vicino al cuore, ed è caduto a terra. Bovolenta è stato trasportato in condizioni disperate all' ospedale di Macerata e tutti i tentativi dei medici sono stati vani. L'atleta, che avrebbe compiuto 38 anni il 30 maggio, è morto poco dopo, tra le lacrime dei compagni di squadra, dell' allenatore Stefano Mascetti e dei giocatori e dirigenti di Macerata. Vigor Bovolenta abitava a Ravenna con la moglie, Federica Lisi (anche lei ex giocatrice di pallavolo), e i quattro figli.
Vigor Bovolenta
sabato 24 marzo 2012
Dorando Pietri
Dorando Pietri non vinse la maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908. O meglio vinse, ma fu squalificato perchè aiutato a rialzarsi e reggersi in piedi da un giudice di gara e da un medico. Eppure il suo nome è forse il più celebre della storia delle Olimpiadi. Originario di Correggio, Pietri partecipò alla maratona con la pettorina 19. Dopo una dura rimonta, entrò per primo al White City Stadium. Stremato cade più volte. Aiutato a rialzarsi e ad arrivare alla fine della corsa venne poi squalificato. Le sue foto fecero il giro del mondo, rendendolo il più celebre sportivo di quella Olimpiade.
Il dramma di Dorando Pietri commosse tutti gli spettatori dello stadio. Quasi a compensarlo della mancata medaglia olimpica, la regina Alessandra lo premiò con una coppa d'oro. A proporre l'assegnazione del riconoscimento sarebbe stato lo scrittoreArthur Conan Doyle che secondo alcuni era anche l'addetto con il megafono che sorresse Pietri al momento dell'arrivo. Tale affermazione non ha però alcun fondamento: i due personaggi che quasi incastonano la tragica figura di Pietri, in quella che è senza dubbio una delle più note e significative immagini dell'olimpismo moderno, sono rispettivamente: alla destra dell'atleta - con il megafono - il giudice di gara Jack Andrew ed alla sinistra il capo dello staff medico, il dottor Michael Bulger. Conan Doyle era in effetti presente in tribuna, a pochi metri dalla linea del traguardo, dato che era stato incaricato da Lord Northcliffe di redigere la cronaca della gara per il Daily Mail; il resoconto del giornalista-scrittore terminò con le parole:
Successivamente Conan Doyle suggerì al Daily Mail di conferire un premio in danaro a
Pietri, sotto forma di sottoscrizione per permettergli l'apertura di una
panetteria, una volta rientrato in Italia. La proposta ebbe successo e vennero
raccolte trecento sterline. Lo stesso Doyle avviò la raccolta donando cinque
sterline.notizie dal web
Il dramma di Dorando Pietri commosse tutti gli spettatori dello stadio. Quasi a compensarlo della mancata medaglia olimpica, la regina Alessandra lo premiò con una coppa d'oro. A proporre l'assegnazione del riconoscimento sarebbe stato lo scrittoreArthur Conan Doyle che secondo alcuni era anche l'addetto con il megafono che sorresse Pietri al momento dell'arrivo. Tale affermazione non ha però alcun fondamento: i due personaggi che quasi incastonano la tragica figura di Pietri, in quella che è senza dubbio una delle più note e significative immagini dell'olimpismo moderno, sono rispettivamente: alla destra dell'atleta - con il megafono - il giudice di gara Jack Andrew ed alla sinistra il capo dello staff medico, il dottor Michael Bulger. Conan Doyle era in effetti presente in tribuna, a pochi metri dalla linea del traguardo, dato che era stato incaricato da Lord Northcliffe di redigere la cronaca della gara per il Daily Mail; il resoconto del giornalista-scrittore terminò con le parole:
| « La grande impresa dell'italiano non potrà mai essere cancellata dagli archivi dello sport, qualunque possa essere la decisione dei giudici. » |
sabato 17 marzo 2012
C 'era una volta l' America
Dedico questo post all'amico blogger Tomaso
Negli Stati Uniti vivono ventisei milioni di americani di origine italiana. La maggior parte discende dagli emigranti che dal 1880 al 1920, il periodo cosiddetto del "grande esodo", attraversarono l'oceano alla ricerca di un futuro migliore.
Negli Stati Uniti vivono ventisei milioni di americani di origine italiana. La maggior parte discende dagli emigranti che dal 1880 al 1920, il periodo cosiddetto del "grande esodo", attraversarono l'oceano alla ricerca di un futuro migliore.
Nonostante le proporzioni dell'esodo , il governo italiano solo nel 1901 istituì un "commissario dell'emigrazione", agli armatori fu fatto obbligo di attenersi a una serie di norme igieniche e di sicurezza.
Le valigie di cartone.
Etichetta bagaglio
Passaporto
Biglietto navale di 2° classe del 1927
Ricevuta del deposito bagaglio intestata al << passeggiere>> Rosario Trimboli sul vapore Washington rilasciato dalla compagnia La Veloce-Ufficio di Messina
Talloncino di imbarco emesso dalla compagnia di navigazione La Veloce-Messina per il vapore Waschington
Cedola emessa dalla società anglo italiana Anchor Line a Raffaele Russo imbarcato sul vapore Algeria con destinazione Montreal.
Elenco degli oggetti contenuti nel bagaglio dell'emigrante Rosario Trimboli - Nell'elenco sono menzionati anche gli attrezzi da lavoro:<< una rivoltella, tenaglia, forbice, scure, roncole, martello, una forma da calzolaio, n°3 lesine e spago, romanzi di diversi autori e sementi di diverso genere>>.
Chinino di stato per gli emigranti diretti in paesi dove la malaria era diffusa.
Nelle traversate di fine '800 erano frequenti le epidemie di colera,tifo, vaiolo, febbre gialla ed altre malattie contagiose. In casi del genere lo sbarco non era consentito. Nel 1893 il piroscafo genovese "Carlo R. partì da Napoli con millequattrocento emigranti. Respinto all'arrivo in Brasile a causa di una epidemia di colera a bordo, fu costretto a tornare in Italia. I superstiti furono solo quattrocento.
Nel bagaglio spesso venivano inseriti immagini sacre che accompagnavano la spiritualità degli emigranti.
Le cuccette del vaporetto
I bagni
Fino ai primi del '900, le condizioni in cui dovevano vivere i passeggeri di terza classe erano il più delle volte disumane. In un articolo pubblicato su una rivista medica nel 1895, si legge: "... la disgustosa ripugnanza che si riceve scendendo in una stiva dove hanno dormito degli emigranti è tale che, una volta provata, non la si dimentica più...".Per i passeggeri più sfortunati, l'arrivo era una liberazione..JPG)
Menù di bordo per i passeggeri di prima classe sul Piroscafo Giulio Cesare
Pranzo
Fidelini all'uovo
Pesce di Barcellona fritto
Pollo al forno-Insalata
Torta Richelieu
Frutta
Caffè
Arrivo a New York.
A Ellis Island venivano controllate e instradate verso la loro destinazione fino a cinquemila persone al giorno.
Le procedure duravano in media dalle tre alle cinque ore. Una permanenza più lunga significava ulteriori esami e, forse il rimpatrio.
Medici del Servizio Immigrazione controllavano rapidamente ciascun immigrante,
contrassegnando sulla schiena con un gesso, quelli che dovevano essere
sottoposti ad un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute (ad
esempio: PG per donna incinta, K per ernia e X per problemi mentali).
Puzzle usato a Ellis Island per accertare le condizioni mentali degli emigranti
Chi superava il primo esame, veniva poi accompagnato nella Sala dei
Registri, dove erano attesi da ispettori che registravano nome, luogo di
nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro,
professione e precedenti penali. Ricevevano alla fine il permesso di sbarcare e
venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan.
I " marchiati " venivano inviati in un'altra stanza per controlli più approfonditi. Secondo il vademecum destinato ai nuovi venuti, " i vecchi, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni mentali e qualsiasi altra infermità sono inesorabilmente esclusi dal suolo americano". Tuttavia risulta che solo il due percento degli immigrati siano stati respinti. Per i ritenuti non idonei, c'era l'immediato reimbarco sulla stessa nave che li aveva portati negli Stati Uniti, la quale, in base alla legislazione americana aveva l'obbligo di riportarli al porto di provenienza.
Opuscoli del governo americano per gli emigrati.
Little Italy
Nonostante le difficoltà della lingua, gli italiani si inserirono rapidamente nella società americana.
Divennero tipici dei nostri immigrati alcuni mestieri come quelli di giardiniere, barbiere e muratore.
Gli immigrati più intraprendenti si specializzarono o si dettero ad attività commerciali, aprendo negozi con l'aiuto dei compaesani e importando generi alimentari dall'Italia, molto richiesti pasta e conserve di pomodoro.
Libro per la fabbricazione , conservazione ed uso della ricotta.
Pubblicità di una ditta importatrice di arance.
Pubblicità che promuove la vendita della pasta.
Pubblicità di una ditta importatrice della pasta.
Il vapore "Garibaldi"
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