domenica 11 marzo 2012

Il naufragio dell'Andrea Doria


Il transatlantico Andrea Doria viene varato il 16 giugno 1951. E' una nave passeggeri enorme, con una stazza di quasi 30.000 tonnellate e una capienza di oltre mille persone. E' l'orgoglio della Marina italiana, un mezzo d'avanguardia tecnologicamente avanzato interamente costruito nel nostro paese. Un simbolo di rivalsa, degno erede dei grandi transatlantici degli anni Trenta che testimonia la voglia dell'Italia di lasciare ormai alle spalle le difficoltà e gli orrori della guerra. La nave non primeggia solo in velocità e grandezza  ma si impone anche per il lusso e la cura degli ambienti volti a rendere indimenticabile la grande traversata dell'Atlantico. I ponti della nave ospitano ben tre piscine scoperte, una per ogni classe, e i grandi saloni all'interno racchiudono pezzi d'arte pregiatissima tra cui una scultura dedicata al grande ammiraglio Doria da cui la nave prende il nome. Anche le misure di sicurezza erano state analizzate con cura in fase di progettazione. Per una beffarda somiglianza con l'altro ben noto transatlantico considerato inaffondabile, il Titanic, lo scafo del Doria era stato creato per garantire di navigare anche con due interi compartimenti stagni allagati. Inoltre, questione non sempre scontata negli anni Cinquanta, erano presenti a bordo un numero sufficiente di scialuppe per equipaggio e passeggeri.Il 26 luglio 1956 il Doria sta viaggiando verso New York mentre un'altra nave, di nazionalità svedese, la MN Stockholm, un transatlantico per il trasporto di merci e passeggeri, si dirige verso Gotemburgo, nella Svezia meridionale. Intorno alle 23 le navi stanno percorrendo una zona coperta da una spessa coltre di nebbia. Le indicazioni del radar non riescono ad evitare l'incidente. Quando le due imbarcazioni si vedono è ormai troppo tardi: qualsiasi tentativo di manovra risulta inutile. La prua dello Stockholm sfonda la fiancata del Doria e la danneggia per quasi tutta la sua lunghezza. Lo squarcio provocato è di circa 12 metri di lunghezza; molti passeggeri che si sono già ritirati all'interno delle loro cabine per la notte vengono uccisi schiacciati dalla prua della nave svedese. Il Doria inizia a imbarcare acqua e si inclina di ben 18 gradi nel giro di pochi minuti, rendendo inutilizzabili la metà delle scialuppe a disposizione. La situazione è disperata e il capitano Piero Calamai lancia immediatamente il segnale di SOS. Una buona parte dei passeggeri abbandona il transatlantico salendo rapidamente sulla Stockholm, mentre un'altra parte viene portata in salvo dall' Ile de France arrivato sul luogo dell'incidente in breve tempo.Il Doria affonda alle 10,09 della mattina del 26 luglio 1956. Le vittime del disastro sono in totale 55 tutte morte nel momento dell'impatto tra le due navi. Grandi elogi sono fatti al comandante Calamai e al resto dell'equipaggio per aver gestito, con grande prontezza e professionalità una situazione tanto disperata.

Piero Calamai comandante dell'Andrea Doria.

Dopo l'incidente seguono mesi di indagini a New York. Importanti avvocati esperti in diritto marittimo rappresentano le due compagnie coinvolte, e dozzine di legali si presentano in nome dei parenti delle vittime. Il processo si conclude imputando alla nebbia la sostanziale colpa di quello che viene definito un incidente inevitabile.


8 commenti:

  1. Un signore della mia città era a bordo del Doria...ha sempre raccontato dell'accaduto.

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  2. Una pagina che appartiene alla storia.
    Ben documentata e ben scritaa.

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  3. Era l'orgoglio della marina Italiana che purtroppo finì in tragedia,
    ciao Elettra buona domenica

    Tiziano-

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  4. Hi B.S., la storia si ripete con la differenza che all'epoca dell'Andrea Doria l'incidente non fu cercato, post interessantissimo Elettra!

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  5. Cara Elettra porti sempre delle belle storie e racconti, purtroppo nonostante la tecnica delle costrizioni sicure dei transatlansiti sicuri le tragedie si susseguono ugualmente.
    Grazie cara amica un post bellissimo.
    Tomaso

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  6. Wow...the names were familiar to me but not the whole story! Thank you for the photos and the commentary!

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  7. Una puntuale ricostruzione dell'evento.Allora avevo seguito i fatti,giorno dopo giorno, solo attraverso i giornali,niente radio o tv.
    Penso a quanto tempo è passato e ...quanto sono prestorica!
    Ciao Elettra

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